Turismo DOP, nei piccoli borghi nasce il 93% delle eccellenze DOP e IGP e i visitatori gourmet fanno la fila
Esiste un legame che unisce agricoltura e turismo? Non parliamo della formula rispettabilissima e di grande successo – dell’agriturismo, ma di un nesso causale tra l’afflusso turistico in una determinata zona e le produzioni tipiche di quella stessa zona.
Il rapporto Coldiretti Symbola: i piccoli comuni culla dell’eccellenza
Parrebbe proprio di sì a giudicare da uno studio commissionato a Ixé da parte di Coldiretti e Fondazione Symbola e presentato alla vigilia dell’estate 2024. Studio nel quale si evidenzia come il 93% delle produzioni tipiche agroalimentari italiane che vengono consumate dal pubblico nasca nei piccoli comuni, quelli per intenderci con 5mila o meno abitanti e come questo patrimonio di gusto e biodiversità funga da traino anche ai Flussi turistici dal momento che il 65% degli italiani, attratto da queste tipicità, abbia scelto nell’estate 2024 di visitare durante le proprie vacanze almeno uno di questi borghi.
La presenza di prodotti tipici determinante nella scelta delle mete turistiche
Un trend che conferma quanto Confesercenti Bologna stabiliva già otto anni fa, quando in un sondaggio risultò che il 35% degli interpellati, al momento di scegliere il luogo di villeggiatura, teneva in debita considerazione la presenza o meno di specialità tipiche, e che all’interno di quel 35% esisteva un 15% per il quale i prodotti agroalimentari, le sagre enogastronomiche o la presenza di un ristorante rinomato potevano rappresentare un elemento determinante per la scelta.
Un patrimonio lontano dai tradizionali circuiti
Il rapporto presenta un patrimonio enogastronomico custodito lontano dai tradizionali circuiti turistici, oggi valorizzato e promosso grazie alla Legge 158/2017 a prima firma dell’allora senatore Realacci, oggi non a caso presidente della Fondazione Symbola, e contenente misure per la valorizzazione dei piccoli comuni.
Il legame tra piccoli borghi e prodotti DOP e IGP
Ben 297 dei 321 prodotti a denominazione di origine (DOP e IGP) italiani riconosciuti dall’Unione Europea sono in qualche modo legato a uno o più piccoli comuni che, nel dettaglio, sono protagonisti della produzione di tutti i 54 formaggi a denominazione, del 98% dei 46 oli extravergine d’oliva, del 90% dei 41 salumi, insaccati e derivati della carne, dell’89% dei 111 prodotti ortofrutticoli e cereali e dell’85% dei 13 prodotti panificati o di pasticceria.
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Fonte: Agripiù Magazine – Il Sole 24 Ore