Corriere del Mezzogiorno
Il «pacchetto qualità» licenziato a Bruxelles, frutto del lavoro del Parlamento, del consiglio e della commissione parlamentare, è il risultato di un lavoro di squadra svolto dal ministro Mario Catania e dal presidente della commissione Paolo De Castro, grazie al quale si è riusciti a inserire elementi che tuteleranno i prodotti nazionali. Intanto – ha spiegato il ministro Mario Catania presentando il «pacchetto» – la tutela delle denominazioni geografiche dovrà essere compito degli Stati membri a prescindere dalle «denunce di parte». Si dovrà cioè garantire una protezione ex officio, designando autorità responsabili. Un provvedimento, questo, che deve essere adottato anche per i prodotti composti
o trasformati con materie Dop/Igp. Si allarga, quindi, la riconoscibilità dei prodotti sulle etichette con l’utilizzazione di rappresentazioni grafiche della zona d’origine e anche con marchi collettivi geografici. Il «pacchetto» ha adottato la denominazione «prodotto di montagna» e tra un anno toccherà a quella di «prodotto delle isole». Interessante è la nuova normativa per le Specialità tradizionali garantite: tricolore sono solo la mozzarella e la pizza che saranno quindi più tutelate per i prossimi dieci anni. Infine, viene riconosciuto ai gruppi, come i consorzi, il compito di contribuire alla protezione e alla promozione di Dop e Igp. Detto ciò, hanno assicurato Catania e De Castro, la battaglia per la qualità continua e l’Italia per questo obiettivo potrà contare sulla commissione parlamentare, espressione per quattro quinti dell’Europa mediterranea. Certo non sarà semplice «vincere» anche sul fronte della nuova Pac e per questo i prossimi mesi saranno cruciali. Intanto il ministro si è misurato anche con un’altra spinosa questione: il mercato del grano. Nei giorni scorsi, incontrando i rappresentanti dei pastai riuniti nell’Aidepi, ha condiviso la preoccupazione sulle disponibilità di grano, giudicate insufficienti per il fabbisogno degli italiani e per le politiche aziendali degli associati. Come è noto, negli ultimi anni le massicce importazioni di cereali sono state veicolo per l’introduzione nel nostro territorio di prodotti adulterati o comunque non rispondenti ai requisiti comunitari e per questo Catania ha garantito che ci si adopererà “per far crescere le superfici coltivate e la produzione, ridimensionate dal disaccopiamento. Ma io ho raccomandato anche di intensificare un approccio diretto con i produttori agricoli, per saltare le intermediazioni inutili e offrire loro maggiori garanzie. L’obiettivo è la quantità ma anche la qualità e varietà del prodotto”.