Mauro Rosati, Direttore della Fondazione Qualivita, racconta l’esperienza della II Conferenza Internazionale sulle Indicazioni Geografiche che ha coinvolto 500 esperti da oltre 50 paesi
Nel 2025, il numero delle IG registrate nel mondo ha superato le 16.500; di queste, 4.051 sono in Europa, settemila nella sola Cina e 4.050 nel resto dell’Asia. Nel 1994, le IG erano in tutto circa quattromila.
Morale: le Indicazioni Geografiche sono ormai un modello virtuoso, di innovazione, di sostenibilità e di generazione equa di reddito a livello globale. È stato questo il filo conduttore della conferenza internazionale «Prospettive globali sulle Indicazioni Geografiche», organizzata a Roma dalla FAO, dal Ministero dell’Agricoltura e dalla Fondazione Qualivita, alla quale hanno partecipato 500 esperti da 50 Paesi e dove sono stati presentati 160 progetti.
«Il tema delle IG è già da tempo sul tavolo della FAO che se ne occupa come strategia per mettere a sistema la sostenibilità», spiega a ItaliaOggi Mauro Rosati direttore generale di Qualivita.
«La conferenza si sarebbe dovuta tenere in Francia ma abbiamo spinto la FAO a spostarla in Italia in quanto abbiamo iniziative e progetti concreti da raccontare. Ci sono una comunità scientifica e produttiva molto importanti come abbiamo raccontato con Qualivita a Italia Next Stop»
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Fonte: Italia Oggi