
W. “Veniamo alla situazione attuale, alle difficoltà che voi produttori vivete. Problema aiuti al settore: so che hai una proposta da fare.”
F.M. “Di proposte ne avrei tante… Il mondo del vino è per sua caratteristica sia resistente e abituato alle difficolta che abbastanza lento nel muoversi. Purtroppo però il vino è uno dei pochi comparti agricoli che sta rischiando tantissimo perché, specie per aziende medio piccole di alta qualità, il mercato si è azzerato. Inoltre noi non abbiamo potuto chiudere spengendo la luce ma continuare a lavorare perchè la vigna non sipuò spengere. Sarebbe bello se lo stato ci desse una mano con della liquidità…”
W. “Sembra che lo stia facendo con i 25.000 €…
F.M.“Lo sta facendo ma non come servirebbe. I 25.000 € per aziende come la mia o anche più piccole possono servirti ad andare avanti per 2-3 mesi e poi non sono soldi che ti arrivano a pioggia: ti puoi indebitare per 25.000 euro e lo stato garantisce. Ma i problemi sono altri, perché noi abbiamo dell’invenduto e soprattutto si prospetta la prossima vendemmia che è lontana ma è vicina, perché è tra quattro mesi. Quando noi ci arriveremo bisognerà trovare il modo per fare spazio al nuovo vino .Se le grosse cantine, magari con la distillazione, potranno trovare spazi noi certamente no e quindi un aiuto potrebbe essere quello di dare una mano alle aziende per l’acquisto di nuovi vasi vinari di ogni tipo (vasche inox, botti n.d.r.). Questo per fare spazio in cantina, avere possibilità di stoccare e così tenere prodotti di qualità in azienda e non svenderli.”
W. “Se ho ben capito tu pensavi di utilizzare i fondi dell’OCM Vino 2020 per questo.”
F.M. “Esatto! L’OCM Vino ha tre grandi capitoli, che sono quello della promozione, del rinnovo dei vigneti e degli investimenti. Vista la situazione attuale i fondi per la promozione 2020 non verranno certamente utilizzati, quindi la nostra idea è quella di spostarli in un altro capitolo e utilizzarli per l’acquisto di contenitori vari per il vino da usare per la prossima, vicinissima, vendemmia.”
W.“Mi sono un po’ informato, anche da dei funzionari amici di Bruxelles, a cui ho lanciato la proposta. Loro mi dicono, pur non essendo esperti di quel settore, che se sono soldi destinati alla promozione ci vorrebbe del tempo per sbloccarli e dedicarli ad altro.”
F.M. “Questo purtroppo già lo sapevamo! La suddivisione dei fondi OCM viene fatta a monte per gli anni successivi quindi, sulla carta, non si può. Però non riesco a capire perché, in un momento di grande emergenza, avendo già fondi stanziati, messi li in un conto corrente da dove non verranno chiaramente tolti e utilizzati, per una volta non si possa fare un piccolo sforzo di velocizzazione burocratica. Se non è questo il momento per farlo quando mai si potrà? Non stiamo chiedendo soldi in più, stiamo solo dicendo che, visto i soldi ci sono, fate un atto di urgenza che dica che per il 2020 quei soldi verranno utilizzati in un altro capitolo. Non credo che caschi il mondo. Praticamente è come spostare dei soldi da un conto corrente all’altro, magari mettendo anche regole precise su quanto e come contribuire all’acquisto delle varie tipologie di vasi vinari.”
W. Da uomo della strada mi sembra semplice.”
F.M. Sai cosa mi fa arrabbiare di più in questi giorni? Dopo aver avuto incontri con funzionari di vari enti e a vari livelli è che tutti arrivano sempre a dire due cose :
- I soldi non ci sono! Questo quando si sente parlare di stanziamenti di almeno un miliardo di euro. Sarà possibile che qualche briciola non arrivi anche all’agricoltura?
- Che poi è la cosa che mi fa arrabbiare di più. Nonostante il momento di urgenza non ci sono i tempi per agire! Ma in una situazione del genere ci si potrebbe anche impegnare e muovere in maniera diversa.In un momento del genere, con il Covid-19 che ci sta uccidendo e sta uccidendo anche l’economia, non si possano velocizzare delle operazioni burocratiche? Questa è una cosa che non concepisco!
W. “Grazie per la tua chiarezza, vediamo di parlare di qualcosa di positivo.Come stanno andando le vendite online?”
F.M. Stanno crescendo, possiamo anche dire che sono raddoppiate ma i consumi di vino sono calati moltissimo, specie per il vino di qualità, e quindi i volumi che si muovono sono minimi. Sull’online sono contentissimo per le vendite, ma rispetto al vino che si vendeva in un mese è una goccia nel mare. In tempi brevi non credo si possano recuperare i livelli di vendite nel settore Horeca. Anche nella GDO i volumi di vendita non sono quelli che uno poteva pensare: nel mese di marzo hanno fatto un +18% in volume che è solo un +13% in valore.”
W. “Tra l’altro forse riguarda solo il Roero Arneis.”
F.M. “Questo è vero. Ci sono aziende, però grossi imbottigliatori, che stanno lavorando forte con la GDO, ma le aziende piccole che sono nella GDO hanno avuto comunicazione che i loro vini posizionati sopra ai 7 euro vengono venduti molto meno di prima. Il consumatore ha abbassato l’asticella!”
W. “Capisco, la situazione è molto difficile.”
F.M. “Guarda, se partendo da marzo, riusciamo a restare chiusi solo per tre mesi, diciamo fino alla metà di maggio e poi la situazione riparte ci salviamo, altrimennti non so. Sicuramente andrà ridisegnato il mondo del vino di qualità:i più esposti saranno i produttori di uva che o non troveranno spazio per le loro uve oppure le venderanno al prezzo che il commerciante stabilirà.
W. “Quindi distillazione, potatura verde, diminuzione delle rese per te sono palliativi.”
F.M. “Sono palliativi. Parliamo della diminuzione delle rese: già quest’anno il prezzo delle uve calerà, quindi ci sarà una diminuzione di resa su un prodotto che già perderà valore. Ti faccio un esempio: se io produco 100 q.li e li vendo ad un euro al chilo prendo 10.000 euro. Quest’anno, con i prezzi in calo, prenderò , se va bene, 0.60 centesimi al chilo, quindi 6000 euro. In più, se mi dici che devo far scendere la resa a 80 q.li a ettaro, invece di 6000 € ne prendo 4.800. Quindi produciamo pure meno ma chi subisce il danno è sempre il produttore. Un’altra proposta, con sempre la UE in mezzo, è la potatura verde che potrebbe essere usata per finanziare le diminuzioni di rese per ettaro. Però il regolamento europeo dice che la potatura verde viene finanziata solo se c’è l’abbattimento del 100% della produzione, non per l’abbassamento del 20%. Quindi bisognerebbe cambiare il regolamento europeo… cosa ti hanno detto i tuoi amici a Bruxelles?”
W. “Che ci vuole tempo.”
F.M. “E noi purtroppo il tempo non l’abbiamo e quindi la diminuzione delle rese o la potatura verde sono strade che dipendono da chi sta a Bruxelles. Un’idea che ci è venuta in mente e potrebbe non aver bisogno di tanta butocrazia è la diminuzione della trasformazione delle uve in mosto. In altre parole, se io produco 100 chili d’uva ottengo 70 litri di vino: invece della distillazione la UE mi permette di produrre 70 litri di vino ma soltanto 60 sono DOC, gli altri dieci litri di vino che di solito arrivano dalla terza spremitura (cioè il vino definito “torchiato”n.d.r) andrebbero in distillazione. Questo avrebbe dei vantaggi: in primo luogo chi produce uva prende il 100% per il suo prodotto inoltre il vino meno buono andrebbe in distillazione e avremmo l’annata 2021 con un’altissima qualità.”
W. “E non si abbasserebbe più di tanto il prezzo dello sfuso.”
F.M.“Certo e quella parte che va in distillazione darebbe alle aziende un minimo di ossigeno.”
W. “La vostra stessa idea la stanno portando avanti in Soave. Ne ha parlato Sandro Gini nella sua intervista. Confrontati con lui.”
F.M. “E’ un’idea che potrebbe andare avanti. Grazie.”
Fonte: WINESERF