La legislatura europea appena conclusa ci ha lasciato in eredità un importante strumento per la crescita e il progresso delle Indicazioni Geografiche: il nuovo Regolamento (UE) 2024/1143. Frutto delle esperienze europee iniziate nel 1991 con l’introduzione delle DOP IGP, questo Regolamento rappresenta un significativo passo avanti. Desideriamo ringraziare Paolo De Castro, padre della riforma, e tutti coloro che hanno contribuito a questa impresa sistemica, che per la prima volta unifica in una stessa norma la regolamentazione del cibo, del vino e delle bevande spiritose di qualità.
Con questo numero di Consortium si inaugura uno SPECIALE dedicato agli approfondimenti tecnico-giuridici sul nuovo Regolamento, che ci consentirà di esplorare numerose implicazioni e opportunità. Docenti ed esperti del settore ci offriranno una panoramica completa delle potenzialità del nuovo testo legislativo, aiutandoci anche a comprendere meglio le eventuali criticità. Iniziamo questo approfondimento con due interventi: il primo del Professor Ferdinando Albisinni, che ci ha fornito una visione lucida e originale, evidenziando come questo provvedimento rappresenti una svolta significativa per il settore; il secondo di Stefano Vaccari, attuale dirigente del Masaf, che ha sottolineato l’importanza del riconoscimento che il nuovo Regolamento attribuisce alle IG come presidio culturale europeo.
Sempre in merito al nuovo Regolamento che, grazie anche al lavoro svolto negli anni dalla Fondazione Qualivita, introduce tra le varie deleghe assegnate ai Consorzi di tutela la possibilità di gestire servizi turistici con una specifica funzione “didattica”, offriamo una riflessione sul Turismo DOP attraverso uno specifico FOCUS. Questa nuova idea di turismo enogastronomico mira a distinguere le attività turistiche legate alle Indicazioni Geografiche da quelle più generiche del turismo enogastronomico più ad ”uso commerciale”. Sul tema del turismo e delle produzioni agricole, è fondamentale affrontare anche le questioni legate alla sostenibilità, che non possono essere separate dalle Indicazioni Geografiche. Con Marina Montedoro, presidente dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, abbiamo approfondito l’aspetto della gestione corretta di un’area riconosciuta come patrimonio Unesco, che si sovrappone a una zona di produzione di un prodotto DOP. L’osservatorio che ha realizzato Fondazione Qualivita www.turismodop.it si presta come primo strumento di raccolta dati proprio per gestire al meglio il turismo enogastronomico da parte dei Consorzi e delle imprese. Il tema del turismo e delle IG come strumento di marketing territoriale trova particolare spazio anche fra gli articoli di analisi in questo numero di Consortium, insieme a studi sull’economia circolare, sulla sostenibilità ambientale e sulla forza del le reti locali delle Indicazioni Geografiche.
Importanti novità provengono anche dall’Assemblea di Origin Italia che, come anticipato nel numero scorso, ha aderito alla strategia FAO sulla sostenibilità. L’obiettivo ambizioso è definire e applicare uno standard di sistema entro il 2030 per tutte le Indicazioni Geografiche italiane. Durante la stessa occasione, Diego Canga Fano, di rettore delle Indicazioni Geografiche della DG AGRI, ha annunciato la volontà della Commissione di avviare un piano d’azione a livello europeo.
Per concludere dobbiamo riconoscere l’impegno straordinario del Ministero, e in particolare del Ministro Francesco Lollobrigida, che nei primi sei mesi del 2024 ha attuato una serie di iniziative di grande risonanza a sostegno del made in Italy, con un’attenzione speciale al settore DOP IGP. Le campagne promozionali abbinate a eventi sportivi, la collaborazione con enti internazionali e le iniziative di valorizzazione che hanno coinvolto cittadini, imprese, Consorzi di tutela ed enti territoriali, si sono basate su una strategia che valorizza la qualità, l’origine, la certificazione e la tracciabilità dei nostri prodotti. Questo impegno ha posizionato le produzioni DOP e IGP al vertice del modello italiano di qualità, rafforzando la fiducia degli operatori e di tutto il sistema delle Indicazioni Geografiche.
Editoriale a cura di Mauro Rosati, direttore editoriale Consortium
Fonte: Consortium 2024_02