Avevamo lasciato il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella al suo gran discorso in Francia, dedicato agli equilibri internazionali. Che ci aveva lasciato concludere come si sbagliano tutti coloro che si attardano a credere si possa essere, contemporaneamente, europeisti ed atlantici. Ultimamente, Mattarella ha esteso il proprio sguardo alle questioni commerciali. La versione che ci pare più completa è quella da lui offerta ad “una rappresentanza di studenti di Istituti agrari e alberghieri”, lo scorso lunedì 24 agosto.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e i giovani agricoltori abruzzesi di Coldiretti si incontrano a Roma. È successo ieri, in occasione dell’evento, organizzato dal Mipaaf “Agricoltura È”, che si svolge in piazza della Repubblica dal 24 al 26 marzo. (il Centro)
Per la seconda volta in 48 ore Sergio Mattarella interviene sulla minaccia di alzare le tariffe doganali agitata da Trump soprattutto contro la Ue. Finora il presidente ha legato la questione al rischio che i conflitti commerciali inneschino guerre per nulla metaforiche, guerreggiate davvero, mentre la libertà dei mercati protegge la pace. (Corriere Roma)
Quelli che per la premier e FdI erano personaggi della sinistra più faziosa, Mattarella li considera «statisti lungimiranti e coraggiosi» che, nella tempesta della guerra, seppero «mettere insieme il futuro dell’Europa». (L’Eco di Bergamo)
Certo, i dazi, che sciagura. Ma insomma, basta piangerci addosso, sostiene Sergio Mattarella, piantiamola con le reazioni isteriche e le ritorsioni a caldo perché noi abbiamo tutti gli strumenti, tutte le capacità necessarie per affrontare la situazione. (il Giornale)
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Fonte: informazione.it