Stop ai prodotti europei, negli Usa dilaga il fai da te. Nel calice c’è il “CalSecco”, i produttori americani: «L’idea ci è venuta dopo aver visitato le cantine Trevigiane». Ma fare causa non conviene ai Consorzi
“CalSecco: coltivato e prodotto in California e realizzato secondo la tradizione veneziana”. È lo spot che Rack&Riddle, uno dei principali produttori di spumanti negli Stati Uniti, sta usando per promuovere il suo “Prosecco”.
Ed è la nuova sfida che il mercato delle bollicine venete, già scosso dalla minaccia dei dazi, deve affrontare. L’azione comunicativa del gigante statunitense dell’imbottigliamento è arrivata fino in Italia.
E a proposito di Italian sounding (l’imitazione del Made in Italy), suona davvero come una provocazione, quasi a voler preparare il terreno per un’eventuale sostituzione delle importazioni italiane, soprattutto in un clima politico internazionale incerto e con la minaccia dei dazi che incombe.
In ballo c’è un business enorme: oggi il Prosecco DOP esporta negli States 130 milioni di bottiglie (valore: mezzo miliardo di euro), l’Asolo Prosecco DOP vende tre bottiglie su quattro (valore: 70 milioni) e quella di Conegliano e Valdobbiadene – Prosecco DOP 3,5 milioni (valore superiore ai lo milioni). A onor del vero, il CalSecco è solo l’ennesimo tentativo di imitare le bollicine venete.
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La situazione è monitorato da Sistema Prosecco, l’azienda legale sostenuta dai tre Consorzi che combatte contro i tarocchi e che tante battaglie ha vinto nel corso degli anni, ad esempio in Germania. Gli avvocati stanno raccogliendo materiali, video e foto che provino l’intento di “rubare” il nome. Non sarà facile però fermarli. Gli accordi bilaterali tra Italia e Stati Uniti vietano l’utilizzo improprio del nome “Prosecco” (qualcuno aveva provato, qualche anno fa, a lanciare il “Prosecco del Texas”), ma sugli ammiccamenti è tutto più complesso.
Si sta pensando ad una causa, ma radicarla nei meandri dei tribunali statunitensi è costoso, si stimano due o trecento mila euro solo per depositare le pratiche. “Il Sistema monitora continuamente in tutto il mondo ogni caso che possa creare confusione nel consumatore, recando danno al Prosecco” dice Giancarlo Moretti Polegato, che presiede Sistema Prosecco.
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Fonte: Corriere del Veneto