Il Consorzio di tutela presenta le menzioni “Pieve” per un prodotto di gamma alta con una specifica identità giudicato in grado di stimolare la domanda
È una delle regioni leader nel vino d’alta gamma (52 DOP 6 IGP), ma ora la Toscana ha deciso di puntare ancora più in alto, con l’obiettivo di costruire una “piramide qualitativa” che valorizzi sempre più le caratteristiche dei territori e le storie enologiche, sull’esempio dei cru francesi.
Una piramide qualitivativa che, segmentando più e meglio i vini prodotti in un’area, consenta (anche) di aumentare i prezzi di chi si posiziona in vetta.
L’ultima mossa è del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano (1.100 ettari iscritti all’albo e quasi 7 milioni di bottiglie prodotte) che tra poche settimane debutterà sul mercato con le etichette “arricchite” col nome una delle 12 Pievi in cui è stata divisa la denominazione.
Il Vino Nobile di Montepulciano DOP con la menzione della Pieve dovrà provenire da vigneti propri dell`azienda che hanno almeno 15 anni, e contenere l`85% di uve Sangiovese (il restante 15% dovrà arrivare da uve autoctone). L`affinamento minimo è 36 mesi di cui dodici in legno e dodici in bottiglia. È prevista una commissione d`assaggio che dovrà dare il giudizio d`idoneità ai vini.
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Fonte: Il Sole 24 Ore – Centro