L’export del comparto agroalimentare italiano rischia la tempesta. Tutta colpa di un “semaforo”. A giugno il governa britannico ha diffuso una raccomandazione per utilizzare in Inghilterra uno schema volontario di etichettatura che classifica gli alimenti in base al contenuto di grassi, grassi saturi, sale e zucchero. La classificazione avviene – contraddistinta con il verde, il giallo e il rosso -, in base al contenuto di ciascun componente in 100 grammi di prodotto. È un sistema in fase sperimentale ma fortemente voluto dalla distribuzione britannica. In questo modo non si tiene conto della dieta complessiva ma si fornisce al consumatore un’informazione parziale e distorta.
In contrasto con l’assunto che «non esistono alimenti buoni o cattivi, ma regimi alimentari corretti e non corretti» da sempre sostenuto dal mondo scientifico. Il segnale immediato sul consumatore, istintivamente, si traduce in «rosso fa male, verde va bene».