Per il biologico il 2020 sarà un anno da ricordare in positivo: i consumi stanno crescendo del 4,4% e il settore incasserà la cifra record di 3,3 miliardi di euro. I numeri arrivano dal rapporto “Bio in cifre 2020” presentato ieri dall’Ismea all’incontro organizzato dalla Coldiretti per la presentazione della relazione annuale del Sinab, il Sistema di informazione nazionale sull’agricoltura biologica. A premiare chi coltiva in assenza di pesticidi è stata in un certo senso proprio la pandemia, che ha fatto crescere nei consumatori il desiderio di prodotti considerati più sani e più sostenibili. Le vendite di biologico sono aumentate soprattutto all’interno dei supermercati (+11%) e ci sono categorie che sono cresciute a sorpresa: come le uova bio, per esempio, i cui acquisti hanno messo a segno un +9,7%.
Sul piano produttivo l’Italia è il primo Paese europeo per numero di aziende agricole impegnate nel biologico. Gli operatori coinvolti sono saliti a 80.643 e le superfici coltivate senza ricorrere ai pesticidi sono arrivate a sfiorare i 2 milioni di ettari (+2%). L’incidenza della superficie biologica nel nostro Paese ha raggiunto nel 2019 il 15,8% della Superficie agricola utilizzata (Sau) a livello nazionale, e questo posiziona l’Italia di gran lunga al di sopra della media UE, che nel 2018 si attestava all’8%, e a quella dei principali Paesi produttori come Spagna (10,1%), Germania (9,07%) e Francia (8,06%).
Oltre alla produzione nazionale, è in aumento anche l’importazione di prodotti biologici: in particolare, a crescere sono stati gli acquisti dai Paesi extra-Ue, che hanno messo a segno un balzo del 13%. I cereali, le colture industriali e la frutta fresca e secca sono le categorie di prodotto biologico più importate: i tassi di crescita delle importazioni bio più rilevanti si sono avuti per la categoria di colture industriali (+35%,), di cereali (16%) e per la categoria che raggruppa caffè, cacao, zuccheri, tè e spezie (+22%).
«L’Italia è uno dei maggiori importatori di alimenti biologici da Paesi extracomunitari – ha detto il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini – nel 2019 ne sono arrivati ben 210 milioni di chili, di cui quasi un terzo provenienti dall’Asia. Per questo occorre dare al più presto seguito alla raccomandazione della Corte dei Conti europea che invita a rafforzare i controlli sui prodotti biologici importati che non rispettano gli stessi standard di sicurezza di quelli europei». Dei numeri è soddisfatta anche la presidente di Federbio, Maria Grazia Mammuccini: «La tendenza dei cittadini è sempre più orientata verso un’alimentazione biologica. Dobbiamo dunque supportare con iniziative concrete e un quadro legislativo coerente la conversione al vero biologico. Il rischio è che la forte domanda dei consumatori italiani sia coperta da prodotti biologici di importazione a scapito del bio made in Italy».
Anche l’Europa, attraverso il Green Deal e le strategie Farm to Fork e biodiversità, sta puntando fortemente sul biologico, imponendo ai sui Paesi di raggiungere il target del 25% di superficie investita a coltivazioni biologiche entro il 2030: «Per questo l’Italia non può permettersi di perdere l’opportunità per accelerare il percorso di transizione verso il modello biologico e perdere il proprio ruolo di leader come numero di operatori», ha aggiunto la presidente di Federbio.
Fonte: Il Sole 24 Ore