Secondo il commissario europeo al commercio Cecilia Malmstrom “c’è un sostegno unanime del Consiglio Ue al Ceta”. Cioè all’accordo bilaterale di scambio Ue-Canada, che contiene grandi vantaggi per le DOP IGP europee, e che dopo anni di negoziato, di scrutinio legale e un colpo di scena (con i canadesi che hanno accettato la Corte degli investimenti proposta dall’Ue fuori tempo massimo, in luogo del contestato sistema di arbitrato Isds) potrebbe entrare definitivamente in vigore nell’autunno.
Il condizionale è d’obbligo e l’ottimismo della signora Malmstrom potrebbe essere messo a dura prova già nelle prossime settimane, quando la Commissione presenterà agli Stati membri la sua valutazione sul trattato, se esso debba essere considerato “misto”. La formula prevede non solo l’approvazione da parte di Consiglio e Parlamento europeo, ma anche di tutti i parlamenti nazionali.
La questione è delicata, i precedenti (accordi con Perù, Colombia, Singapore) pendono dalla parte dell’accordo misto, un modo per gli Stati di limitare i poteri della Commissione in materia. “Il sostegno unanime” al Ceta potrebbe non essere tale. Romania e Bulgaria minacciano il veto se Ottawa non riconosce i visti ai propri connazionali e la Germania starebbe pensando a un’entrata in vigore solo parziale dell’accordo, per far votare il Bundestag sulla parte relativa alla corte degli investimenti.
A inizio aprile è bastato un referendum sull’accordo Ue-Ucraina, organizzato e vinto dai partiti euroscettici in Olanda, a tracciare una crepa inquietante nell’edificio della politica commerciale dell’Unione. Se succedesse lo stesso con il Canada “la politica commerciale dell’Europa sarebbe morta”, ha commentato il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda.
Fonte: Italia Oggi