Argomento: EXPORT

  • 22 Ottobre 2012

    Beretta triplica in Cina e aspetta lo shopping giusto per crescere anche in Italia

    È stata trai primi a portare le vaschette di prosciutto di Parma negli Usa e a puntare con decisione sull'export che oggi vale un quarto di un fatturato vicino ai 600 milioni di euro. Ha da poco acquisito la Framon e i suoi "San Daniele”. L’industria alimentare punta sull'export. Lo dice l'Istat, affermando che mentre nello Stivale i consumi frenano, il made in Italy alimentare sta volando a livelli record sui mercati esteri, con una crescita tendenziale del 9%. Una novità per molte imprese del settore, ma non per il colosso della salumeria italiana Fratelli Beretta, che questa cosa ...
  • 22 Ottobre 2012

    Il made in Italia a tavola cresce sui mercati esteri

    Affari & FinanzaProdotti alimentari esclusivi, accompagnati da denominazioni di origine e spesso lanciati sul mercato da aziende di piccole dimensioni. L'alto di gamma è un fiore all'occhiello dell'alimentare italiano, segno caratteristico del mangiar bene, che oggi si trova a fare i conti con nuove opportunità (a cominciare dalla domanda crescente che arriva dai mercati emergenti) e criticità (il rallentamento della congiuntura in Occidente, in parte compensato dal boom dei consumi a km 0). Dario Righetti, partner di Deloitte e responsabile Consumer Business per l'Italia, inquadra il mercato. «Quello che da più parti viene definito luxory food è uno dei settori più reattivi di fronte alla crisi: dopo una flessione nel 2009, ci sono stati segnali di un'inversione di tendenza, rafforzati nel 2011».
  • 19 Ottobre 2012

    Grana padano più forte della crisi

    FOODNel 2011 è diventato, secondo il Consorzio che lo rappresenta, il prodotto dop più venduto in Italia e nel mondo. Adesso l'obiettivo è farsi strada in Cina e nei mercati emergenti. Senza dimenticarsi dell'Italia, Stando a quanto riferisce a Food Stefano Berni, direttore generale del Consorzio Grana Padano, nel 2011 il noto formaggio a lunga stagionatura è diventato il primo prodotto dop venduto e consumato sia in Italia che all'estero. E proprio sull'export sembrano concentrarsi gli sforzi dei produttori, complice una crescita che non ha (quasi) avuto battute d'arresto neanche durante la recessione. Dott. Berni, una crescita lineare quella delle esportazioni di grana? «Nel 1999 esportavamo circa 400mila forme, lo scorso anno si è chiuso con 1 milione e 320mila e in primis la Russia e il Giappone».
  • 18 Ottobre 2012

    L’Asiago dop apre la campagna di Francia

    Il GazzettinoContinua e si rafforza l'attività del Consorzio Tutela Formaggio Asiago nella promozione all'estero. Forte di una crescita complessiva, nei primi sei mesi del 2012, dell'8,2% nelle esportazioni, la quarta Dop casearia italiana di latte vaccino apre una nuova stagione di azioni sul mercato francese divenuto, grazie alle azioni svolte dal Consorzio, il primo mercato in Europa per l'Asiago Dop, con un +25% di vendite nei primi sei mesi del 2012 rispetto ai dati del 2011. Dal 21 al 25 ottobre, l'Asiago Dop sarà al Sial, la prestigiosa fiera parigina del comparto food, nello stand ...
  • 17 Ottobre 2012

    L’Asiago DOP cresce del 25% in Francia

    Forte di una crescita complessiva, nei primi sei mesi dei 2012, dell'8,2% nelle esportazioni, l'Asiago DOP accelera iti Francia, divenuto il primo mercato in Europa, con un +25% di vendite nei primi sei mesi del 2012 rispetto al 2011. Dai 21 al 25 ottobre, l'Asiago DOP sarà al Sial, la prestigiosa fiera parigina del coni parto food.
  • 15 Ottobre 2012

    Industria L’Italia che crede nell’Italia

    Corriere della SeraTechnogym e Lavazza, Maserati e De Cecco, ma anche la Fileni di Macerata e l'emiliana Brevini. Chi investe in patria. La scorsa settimana a inaugurare lo stabilimento di sughi Barilla c'era il presidente del Consiglio, Mario Monti. Segno che l'evento, un grande gruppo italiano che investe nel suo Paese, anche se solo una quarantina di milioni di euro, meritava di essere amplificato. Così come l'inaugurazione, la settimana prima, del nuovo centro wellness del gruppo Technogym, per il quale si è spostato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Ma è ...
  • 11 Ottobre 2012

    Il pecorino di Thiesi perde gusto con la Ue

    Il Sole 24 OreL'Italia è spesso sfacciata e sempre uguale a se stessa, ma è anche una terra silenziosa e piena di misteri. In questa storia ci sono gli uomini dignitosi e duri della Sardegna interna e l'odore forte dei loro formaggi, la suggestione muta e arcaica dei nuraghi e la meccanica poco celeste dei mercati globali, soprattutto quando alterati nella loro fisiologia dal protezionismo. A Thiesi, nella parte del Sassarese chiamata Meìlogu (il luogo di mezzo)', si trova l'epicentro di un sistema produttivo locale agroindustriale fondato sul Pecorino Romano DOP, il formaggio che gli imprenditori laziali insegnarono a fare ai pastori sardi a inizio Novecento, quando l'agro pontino non dava abbastanza erba per saziare la fame delle centinaia di migliaia di pecore che cingevano d'assedio Roma.
  • 1 Ottobre 2012

    Berlino esporta di più, ma il wurstel non vale la mozzarella

    Il MessaggeroAlla prova dei fatti, non dovrebbe essere solo il gorgonzola ad avere la lacrima, ma tutti i prodotti enogastronomici italiani. Una tragica notizia ci giunge infatti dal nostro settore agroalimentare: incredibile a dirsi, la Germania esporta più cibo dell'Italia. Essere battuti dalla Francia, che ha una tradizione culinaria di tutto rispetto, può starci, ma venire umiliati da un Paese che ha nel wurstel l'apice della prelibatezza è veramente sconfortante. Adesso ci manca solo divenire a sapere che in Bielorussia fanno i mandolini meglio che da noi, poi la nostra autostima subirebbe il colpo di grazia, da cui non saremmo in grado di rialzarci. Prima di lanciare una fatwa su Benedetta Parodi
  • 28 Settembre 2012

    “I mercati a km 0? L’agricoltura cresce solo con l’estero”

    Il Corriere della Sera«È vero che in un mondo globalizzato una nicchia può diventare una cattedrale ma facciamo attenzione a non concentrarci solo sulle mode». Quali mode? «Quella del chilometro zero, ad esempio. Per carità, va benissimo, suona pure accattivante. Ma resta una nicchia. E invece per conquistare i mercati esteri bisogna aumentare la produzione». Mario Guidi è il presidente di Confagricoltura, l'associazione del settore che per tradizione rappresenta gli imprenditori più grandi. Presidente, nell'agroalimentare l'Italia esporta meno della Germania e il ministro Mario ...
  • 26 Settembre 2012

    Catania: l’export agricolo corre, ma serve una rete made in Italy

    Corriere della SeraIl ministro: “Il calo dei consumi ci deve stimolare a una maggiore attenzione verso le persone in difficoltà. Ma anche a puntare di più sulle esportazioni per compensare la diminuzione della domanda interna”. Nel suo piccolo l'agricoltura è come la Fiat. Anzi, nel suo grande, visto che l'anno scorso l'export agroalimentare ha superato per la prima volta quello dell'auto: 30 miliardi di euro contro 25. Le vendite all'estero sono cresciute dell'86 per cento in dieci anni. Eppure, ministro Mario Catania, siamo ancora indietro. Due giorni fa, proprio sul Corriere, Dario Di Vico ricordava come la Germania esporti il 27% della sua produzione alimentare, l'Italia solo il 19%. “É vero, ma la situazione è migliorata.
  • 25 Settembre 2012

    La via del vino verso la sostenibilità

    Repubblica Affari&FinanzaVitigni autoctoni e impennata dell'export, territori unici e mercato globale. Il vino tra tutti i prodotti di punta del nostro paese è il più in bilico tra lo sviluppo sostenibile e la crescita del business. La strategia vincente è quella di chi riesce a trovare il giusto equilibrio tra linee, fasce di consumo e sbocchi geografici. In Cina abbiamo raggiunto i francesi con i nostri spumant, lo dimostrano i dati della Dogana cinese che hanno registrato importazioni per 880mila di litri tra champagne e altre bollicine francesi, contro 822mila litri di Prosecco e ...
  • 17 Settembre 2012

    Cin cin collettivi per sfondare all’estero

    Il Corriere della SeraLa nuova parola d'ordine sembra essere l'aggregazione, non tanto economica quanto nel campo della promozione, della comunicazione e del marketing per dare voce e forza a un comparto tra i leader del made in Italy che ha nell'export il motore più efficace. Occorre che il "Sistema vino" con il supporto delle istituzioni comunichi in modo univoco le innovazioni degli ultimi vent'anni a vantaggio di un bere più sano e naturale. Il Consorzio Italia del Trino riunisce alcune tra le più importanti aziende per iniziare un percorso di valorizzazione del prodotto vino, attrav...