Italia Oggi
Melinda apre la via alla conservazione delle mele in ipogeo. Una soluzione win-win per il consorzio Trentino – cui aderiscono 16 cooperative, con più di 4 mila soci, che producono oltre 340 mila tons di mele su 6.600 ha, per un giro d’affari 2012-2013 di 282,7 min euro – considerato che comporta vantaggi qualitativi, ambientali ed economici. «Dai test che abbiamo condotto, in collabora zione con l’Nts, un istituto di ricerca norvegese, e con la fondazione Edmund Mach-Iasma, fra il 2011 e il 2013 in una cella sperimentale sotterranea da 120 tons», spiega a ItaliaOggi Luca Granata, direttore generale del consorzio Melinda, «è risultato che conservare le mele in ipogeo è molto meglio che in superficie. Le nostre grotte sono scavate nella dolomia, la pietra delle Dolomiti che si contraddistingue per stabilità termica e impermeabilità ai gas. Consentiranno quindi una conservazione ottimale della fragranza delle mele, superiore a quelle delle celle in superficie. Al contempo, ci permetteranno d’evitare di sottrarre terre all’agricoltura; di risparmiare il 60% dell’energia elettrica; d’abbattere il consumo d’acqua per raffreddarei compressori: la preleveremo da un lago sotterraneo in cui poi verrà reimmessa; e di risparmiare il 20% dei costi di costruzione. Oltretutto il 75% dell’investimento rimarrà nel nostro territorio».