In occasione della giornata nazionale del Paesaggio, il Consorzio di Tutela illustrerà i progressi raggiunti sulle Colline Vitate del Soave, a sette anni dal riconoscimento GIAHS – FAO.
Domani, venerdì 14 marzo, in occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio, istituita dal Ministero della Cultura nel 2016 con l’obiettivo “di promuovere la cultura del paesaggio in tutte le sue forme e sensibilizzare i cittadini sui temi ad essa legati”, il Consorzio Tutela Vini del Soave porterà la propria testimonianza, in qualità di “Patrimonio Agricolo di Rilevanza Mondiale” in Italia (Giahs-FAO), al convegno “I paesaggi Terrazzati viticoli e agricoli del Mombarone” organizzato da Centro Studi per lo Sviluppo Rurale della Collina e dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, dall’Unione Montana Mombarone, dai Comuni di Borgofranco di Ivrea, Carema, Nomaglio e Settimo Vittone, in collaborazione con la Città Metropolitana di Torino.
Le Colline Vitate del Soave, già inserite del Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico, sono ad oggi l’unico sito vitivinicolo italiano a fregiarsi del riconoscimento GIAHS (Globally Importance Agricolture Heritage System), Patrimonio Agricolo di rilevanza mondiale istituito dalla FAO.
Il GIAHS sancisce un radicale cambiamento di visione nel comparto agricolo: si pone cioè l’uomo al centro del contesto agricolo, non più come soggetto che turba l’ecosistema esistente con una forma di agricoltura intensiva ma, al contrario, come artefice principale nel mantenimento della biodiversità e della conservazione del paesaggio.
«Siamo onorati di portare il nostro contributo in un contesto così prestigioso – evidenzia Igor Gladich, direttore del Consorzio di Tutela – e di dare testimonianza di quanto la nostra zona di produzione sia nel tempo cresciuta in termini di consapevolezza e di visione rispetto al riconoscimento GIAHS che per tutti noi, oltre ad essere motivo di orgoglio, è anche sinonimo di impegno quotidiano per mantenere l’integrità del nostro paesaggio. Siamo infatti chiamati a vivere un tempo di grande cambiamento dove l’agricoltura non assurge più soltanto ad una funzione alimentare, per quanto nobile e vitale: l’agricoltura oggi, attraverso coloro che vi operano, è di fatto strumento per mantenere e conservare l’ambiente al cui interno sono calate le nostre stesse vite».
L’impegno per il GIAHS
In tal senso prosegue il lavoro del Consorzio di Tutela per favorire una crescente consapevolezza tra la base produttiva su più direzioni: favorire la diffusione della Pergola veronese quale forma di allevamento identitaria, rispetto ad altri sistemi; divulgare linee guida che permettano di ridurre il rischio di erosione, anche con l’impiego di nuove tecnologie; limitare l’introduzione di elementi e di materiali avulsi dal contesto storico tradizionale del Soave; proseguire col Sistema di difesa avanzata del Soave, grazie ad incontri tecnici settimanali per la gestione quotidiana del vigneto; promuovere un approccio rispettoso della propria identità paesaggistica, delle specificità e delle caratteristiche morfologiche; proseguire il lavoro per il mantenimento della biodiverstà; attivare tavoli di lavoro relativi alla questione della gestione delle risorse idriche; favorire lo sviluppo di un turismo esperienziale fortemente connesso alla stagionalità, al vino e ai prodotti locali.
Gli elementi distintivi del Soave per il GIAHS
Quattro i pilastri che hanno portato il Soave all’ottenimento del riconoscimento GIAHS: l’esistenza di un sistema caratterizzato da muretti a secco e di girappoggio lungo le colline; la diffusione della Pergola Veronese quale tipica forma di allevamento dell’uva Garganega; la presenza di cooperative storiche che negli anni hanno permesso una crescita collettiva ed equamente distribuita all’interno della denominazione; la tecnica dell’appassimento per la produzione del Recioto di Soave, prima Docg del Veneto nel 1998.
La denominazione del Soave – 13 comuni dell’Est Veronese appartenenti alla doc, quasi 7000 ettari vitati – produce in media ogni anno 40 milioni di bottiglie. I mercati di riferimento sono principalmente Germania, Gran Bretagna e Nord Europa in genere, seguiti da Giappone e Stati Uniti e Canada. Crescente l’interesse da parte del mercato domestico.